With the great result of the festival’s last day – 2.000 people on Sunday 18th April, at the elita headquarter – the fifth edition of elita festival closes with better results than the last edition.
1.500 people per day at the Headquarter, with a final result of 7.500 people in the five days at Teatro Franco Parenti must be added to the 2.000 people of the opening: all in all 11.500 people joined our exhibition + conferences + live music space.
Very interesting to notice that 80 people followed each of the 12 conferences!
The 10 venus of the city network reached 15.000 people, with best result by Magazzini Generali with 6.000 people.
Total audience was 26.500 people, 12% more than 2009 edition.
But the most relevant fact was that 90% of the program happened despite the airport block due to the Iceland’s Volcano and thanks to most of the guest helpfulness who accepted trains or driving solutions.
Elita wishes to thank Comune di Milano for the contribution and all the event partner for contents and help doing the festival.
See you all in 2011 from 11th to 16th April.
Con l’exploit di 2.000 presenze ca. nella giornata di domenica 18 aprile presso il Teatro Franco Parenti, headquarter della manifestazione, si è chiusa la quinta edizione del festival ELITA, che ha ancora una volta superato i dati di affluenza della edizione precedente.
Il festival ha registrato presso l’headquarter una presenza media di 1500 persone al giorno nei cinque giorni di apertura al pubblico, per un totale di 7.500 persone.
L’opening aveva invece registrato la presenza di 2.000 persone.
Il totale di affluenza presso il Teatro Franco Parenti è stato quindi di 11.500 persone tra cui 560 accreditati tra addetti ai lavori ed ospiti del festival.
Rilevante la partecipazione alle conference in programma, con una media di 80 persone per i 12 appuntamenti culturali previsti.
Significativi i dati di affluenza del city network, per un totale di oltre 15.000 persone tra cui spiccano le 6.000 che hanno affollato i Magazzini Generali.
Il totale di affluenza è stato quindi di 26.500 persone, il 12% in più rispetto alla edizione 2009.
Tra i dati più significativi c’è stata la capacità dell’organizzazione di garantire lo svolgimento del programma per il 90% di quanto previsto, nonostante le difficoltà dovute al blocco dei voli superato grazie alla disponibilità di buona parte degli artisti internazionali ospiti ad adottare misure di trasporto alternative ai voli.
Elita ringrazia il Comune di Milano per il patrocinio istituzionale ed il sostegno economico, il Teatro Franco Parenti per la disponibilità e la collaborazione e tutti i partner che hanno permesso la realizzazione del festival.
Dal 2011 per la sesta edizione del festival dall’11 al 16 aprile 2011.
22:30 SVPERFINE (I) djset
22:30WHO MADE WHO (DK) live
01:00 TOMBOY (DK) djset
doors open 21:0, entrance fee 13/15 euro until 00:00 – 18 euro after 00:00
17 Aprile
elita headquarter
Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo, 14
(free entrance)
The act with the first arena-sized sound in the electronica movement, the Chemical Brothers united such varying influences as Public Enemy, Cabaret Voltaire, and My Bloody Valentine to create a dance-rock-rap fusion which revealed the best old-school DJs on their own terms — keeping a crowd of people on the floor by working through any number of groove-oriented styles featuring unmissable samples, from familiar guitar riffs to vocal tags to various sound effects. And when the duo (Tom Rowlands and Ed Simons) decided to supplement their DJ careers by turning their bedrooms into recording studios, they pioneered a style of music (later termed big beat) remarkable for its lack of energy loss from the dancefloor to the radio. Chemical Brothers albums were less collections of songs and more hour-long journeys, chock-full of deep bomb-studded beats, percussive breakdowns, and effects borrowed from a host of sources. All in all, the duo proved one of the few exceptions to the rule that intelligent dance music could never be bombastic or truly satisfying to the seasoned rock fan; it’s hardly surprising that they were one of the few dance acts to enjoy simultaneous success in the British/American mainstream and in critical quarters.
L’inizio dei primi suoni a misura d’arena nella musica elettronica si deve ai Chemical Brothers, che hanno saputo unire diverse influenze da Public Enemy, Cabaret Voltaire e My Bloody Valentine creando così una perfetta fusione fra dance-rock-rap che li conferma come i migliori Dj old school dei loro tempi – capaci di tenere folle di gente nel dance floor lavorando su diversi stili di groove con sample impedibili, da familiari riff di chitarra a parti di linea vocale a diversi effetti. E quando il duo (Tom Rowlands e Ed Simons) decisero di supportare la loro carriera da dj convertendo le proprie camere a studi di registrazione, diventarono i pionieri di uno stile musicale (più tardi poi chiamato big beat), riconoscibile per la sua mancanza di rallentamenti di energia dal dance floor alla radio. Gli album Chemical Brothers sono sempre stati più dei viaggi di un’ora, strapieni di beat esplosivi, percussioni interrotte ed effetti presi in prestito da diverse fonti, che non una semplice collezione di canzoni. Il duo, insomma, ha porvato una delle poche eccezioni alla regola secondo cui la dance music colta non può mai essere allo stesso tempo pomposo o davvero soddisfacente per i nostalgici del rock; è sorprendente come loro siano riusciti ad essere una delle poche realtà dance capaci di entusiasmare il mainstream inglese/americano come anche i quartieri più critici.